• Elisabetta Cena

Displasia dell'anca e alimentazione: un interessante approfondimento.

Aggiornato il: 9 dic 2019

Come sa chi mi segue, la displasia di Moretto ha cambiato la mia vita. Dopo un comprensibile periodo di crisi emotiva ( mia, perché lui mica lo sapeva di essere displasico), ho cominciato ad informarmi e a farlo visitare dai migliori professionisti italiani ed europei. Per tutti , la soluzione è sempre stata una sola: PROTESI TOTALE DI ANCA, BILATERALE. Una cosa che tradotta suona più o meno come : 6000 euro di intervento, cane chiuso in trasportino per 3 mesi la prima zampa e 3 mesi la seconda. Roba che si, avrebbe avuto le zampe bioniche, ma passare 6 mesi senza poter correre, giocare, vedere il mondo fuori, era praticamente condannarlo ad essere un cane non socializzato, deprivato della sua gioia di vivere di cucciolo.

Ho fatto seguire Moretto in tutto: dall'alimentazione, alla preparazione fisica, al riscaldamento, agli esercizi, dalle integrazioni alimentari, e ci siamo affidati anche a cure non convenzionali come l'osteopatia e l'agopuntura: sempre seguiti da veterinari e professionisti di chiara fama.

Il risultato ( forse per puro caso, forse perché in realtà a qualcosa tutto è servito) è che Moretto non ha mai zoppicato un giorno in vita sua. Non è che non zoppicava perché faceva vita da pensionato, anzi, tutt'altro: era in classe 2 di obedience, era un atleta a tutti gli effetti e correva e saltava tutti i giorni sia in campagna sia al mio centro cinofilo.

Completamente asintomatico. E tutti gli ortopedici che vedevano le sue lastre, mi guardavano stupiti chiedendomi "ma come fa a camminare in queste condizioni?". Camminare? Saltava e correva come un pazzo, altro che camminare :)

La displasia quindi è un argomento che mi ha toccata da vicino, da li mi sono iscritta alla scuola di Osteopatia cinofila di Parigi, poi sono diventata K9 Cross Training Specialist, e poi ho aperto la piscina per cani... tutto partendo dalla malattia del mio cane.

Ovviamente quando una cosa ti tocca così tanto, ti entra davvero nel dna e non puoi fare a meno di continuare ad informarti. Oggi, ad esempio, ho trovato questo interessante articolo del dott. Prota (medico veterinario) che analizza la displasia dal punto di vista dell'alimentazione, (non soltanto da quello del fattore genetico) e da davvero nuovi spunti di analisi e di studio, aprendo la strada a nuove ipotesi e soluzioni per il benessere dei nostri cuccioli.

Vale sempre tenere a mente le regole di base: un cucciolo deve dormire tante ore, non fare esercizi sport specifici, non deve correre su superfici lisce ( tipo il pavimento di casa), non deve fare le scale, on deve fare repentini cambi di direzione nei movimenti come quando gioca ad esempio con la pallina, non deve giocare con cani più grossi e più irruenti di lui. Qualche accortezza in più nei primi mesi di vita garantiranno a lui una vita piena di salute e vitalità, a voi tante lacrime e tante (ma tante) spese in meno.

Buona lettura.

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"La displasia dell'anca è sempre stata considerata una malformazione genetica di questo osso, in realtà è il risultato di una debolezza dei legamenti che sostengono l'articolazione dell'anca. L'instabilità creata da legamenti deboli porta ad una sublussazione di questa parte dello scheletro, che non viene trattenuta a perfezione all’interno dell’acetabolo. Da qui, l’importanza di valutare questa lassità con proiezioni di distrazione dell’anca attraverso un distrattore.

La semplice proiezione ventro-dorsale dell'anca può non essere indicativa dell’eventuale predisposizione a displasia, perché il posizionamento forzato valuta solo la conformazione dell’acetabolo, ma non l’instabilità articolare.

Le continue distensioni capsulari durante il movimento di un'articolazione lassa provocano microfratture e deformazioni articolari sia della superfice dell’acetabolo sia della testa del femore. Per una migliore stabilità articolare ci vuole una buona tonicità dei muscoli dei legamenti e della capsula articolare. Per una struttura legamentosa-capsulare efficiente è importante un collagene ben strutturato: occorrono amminoacidi e vitamina C.

I cereali integrali e altri semi, come la soia, hanno acido fitico nel loro guscio. Questa sostanza (presente in abbondanza in crocchette a base di cereali e soia) si lega a minerali, interferendo sull'assorbimento intestinale del calcio, zinco, selenio e cromo.

La cottura e la lavorazione degli alimenti uccidono, anche, gli enzimi che aiutano la digestione e l’assimilazione dei nutrienti, quindi la biodisponibilità di vitamine e minerali nel cibo cotto è ridotta ulteriormente.

La qualità proteica degli alimenti è alla base di una buona sintesi di collagene. Uno dei suoi elementi più importanti è la vitamina C, che si dice sia sintetizzata dal cane a livello epatico e, quindi, non è necessario integrarla con il cibo. L'aggiunta di vitamina C nel pet food viene fatta per le sue proprietà antiossidanti e conservanti.

Durante la crescita, come pure durante gli stress fisici e metabolici, la richiesta di vitamina C si accentua e quella sintetizzata non è sufficiente: occorre, quindi, occorre integrarla nella dieta.

I cani assumono la vitamina C dalla carne cruda, ma quando questa è cotta la vitamina viene persa. Quando i cibi industriali sono trattati con il calore, anche in questo caso vengono distrutte sia le proteine (ridotte in farina) sia la vitamina C aggiunta.

L’aggiunta di grano in molti croccantini sviluppa nel cucciolo, specie in alcune razze predisposte come il Pastore Tedesco, il Setter o il Labrador, un’infiammazione intestinale che porta a un malassorbimento e una formazione di muco, che come una colla aderisce alla parete intestinale impedendo l’assorbimento di minerali (ad esempio, il calcio o lo zinco) e degli amminoacidi essenziali per la struttura del collagene. Inoltre, i carboidrati aumentano la massa grassa, incrementando il peso sulle articolazioni spesso non supportate da una muscolatura efficiente.

Tutto questo per far vedere come spesso alle malattie intestinali (intolleranze o infiammazioni intestinali) si possono associare patologie dell’accrescimento, come displasia dell’anca, displasia del gomito e OCD, che pregiudicano la crescita del cane. Inoltre, va considerato che il collagene fa da impalcatura anche alle valvole cardiache, alle strutture cartilaginee ai dischi vertebrali. Da qui, l’importanza di una buona alimentazione per evitare disfunzioni valvolari cardiache, rottura dei legamenti crociati, ernie discali e cartilagini che si sfaldano a un minimo trauma.

Le cause della displasia, quindi, vanno ricercate in una lassità legamentosa associata a un eccesso di attività su superfici inadatte, che comportano microstress articolari ripetuti nel tempo.

Gli interventi correttivi sulla displasia dell’anca, come sinfisiodesi TPO e DPO, non hanno un risultato brillante se non si interviene anche sulla struttura legamentosa, rinforzandola con una giusta dieta e, un’integrazione con nutraceutici e fisioterapia"

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Dott. Alessandro Prota

Ortopedico Veterinario Esperto in Medicina Naturale


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